Obiettivi

Obiettivi dell’associazione

L’associazione Amici della Terra di Orvieto intende promuovere la valorizzazione dei beni fondamentali che caratterizzano il suo territorio, i suoi ambiti naturali di assoluto rilievo e le ricchezze ereditate dalla storia come il patrimonio monumentale e edilizio, il paesaggio, le produzioni agricole di qualità (vino, olio, ortaggi…), il turismo e l’immagine evocata nel mondo dalla città di Orvieto.

Tutti i documenti ufficiali come il Patto per lo Sviluppo, il Documento Annuale di Programmazione della regione Umbria, il PTCP della provincia di Terni, il PRG del comune di Orvieto ribadiscono il concetto che la risorsa dell’Umbria è legata al turismo, all’ambiente e alla cultura e tutti gli obiettivi sono indirizzati al potenziamento dell’attività turistica, alla valorizzazione dei beni ambientali, alla protezione e tutela del peculiare paesaggio dell’Umbria, allo sviluppo delle attività culturali.

Sin dagli anni ‘90 le amministrazioni hanno disatteso queste aspettative dei cittadini dell’orvietano. In assenza di un vero progetto territoriale, in passato, l’Amministrazione locale ha spesso favorito autonomamente l’insediamento di attività industriali al di fuori di qualunque piano di sviluppo del territorio e in completa controtendenza alle politiche regionali e provinciali sopra indicate.
In pratica l’atteso sviluppo del territorio si sta risolvendo nell’ampliamento di alcune attività dove quella dello smaltimento dei rifiuti sembrerebbe essere la dominante. La cittadinanza sarà costretta ad assistere passivamente all’ingresso di alcune tipologie di rifiuti, provenienti da tutto il territorio nazionale, di scarso livello tecnologico e di enorme impatto ambientale, recando grave pregiudizio a tutte le altre attività e iniziative che rappresentano la vocazione specifica di questo territorio.

E’ inammissibile che una città d’arte come Orvieto, nota a livello internazionale, che vanta una cattedrale che conserva il corporale del miracolo eucaristico, nonché ben tre musei, dovrà essere ricordata nel futuro anche come la città dei rifiuti.

Dichiarazione di intenti:

– Non vogliamo chiuderci o arroccarci in un idilliaca realtà campestre, siamo consapevoli che la nostra realtà ha un problema rifiuti irrisolto così come tutta la regione Umbria.

– I recenti fatti campani dicono chiaramente che le classi politiche che si rifiutano di affrontare il problema finiscono per creare una realtà ingestibile nella quale ogni scelta risulta impossibile perché tende a penalizzare uno o più territori.

– I fatti di Napoli insegnano che il problema va affrontato, per questo motivo vogliamo creare un movimento di partecipazione consapevole che intende essere presente in forma attiva alle scelte pubbliche sulla base di tre principi fondamentali:

1. ogni territorio, definito su parametri economici e territoriali, deve essere in grado di provvedere alle proprie necessità di gestione dei rifiuti senza pensare di esportarli altrove;

2. ogni ambito deve trovare al suo interno le condizioni per una gestione integrata dei rifiuti compatibilmente con le esigenze del territorio;

3. deve partire da subito una raccolta differenziata progressivamente spinta in modo da ridurre i quantitativi di rifiuti da portare in discarica.

L’associazione intende promuovere e avviare una riduzione a monte dei rifiuti attraverso un diverso comportamento, favorendo la filiera corta, i mercatini locali e una campagna di comunicazione e controinformazione orientata verso la riduzione dei consumi, il riuso e il riciclo, unico modo a livello locale per ridurre gli imballaggi e quindi i rifiuti.

Per quanto riguarda lo smaltimento nell’attuale organizzazione, l’associazione ritiene che le discariche blocchino lo sviluppo di un’industria moderna e efficiente che propone nuove tecnologie e che non riesce a operare in quanto sussiste questa connessione stretta tra gli enti locali e le discariche.

Ad Orvieto negli anni passati è stato consentito di realizzare, completare e ampliare due discariche in condizioni geomorfologiche molto precarie (zone di erosione accelerata) e di inserire nel piano regolatore generale la previsione di una terza discarica. L’associazione invece propone che ad Orvieto si debbano sviluppare unicamente quelle attività che nel caso specifico dei rifiuti prevedano la raccolta e il trattamento della parte umida, affinché possa essere commercializzata.

Solo questa attività si può inserire in modo armonico nella vocazione culturale, paesaggistica e turistica dell’area, tenendo presente che in quest’ultimo settore i costi di investimento per ogni posto di lavoro sono molto minori dei costi del settore industriale mentre la resa in valore aggiunto è  maggiore.

Rifiutiamo un polo nazionale dei rifiuti a Orvieto e chiediamo subito queste condizioni:

· annullare la Convenzione stipulata tra l’ATO4 e la SAO (gruppo ACEA) nel mese di agosto 2007 che prevede da qui al 2010 l’ingresso di 130.000 tonnellate di rifiuti speciali provenienti da tutto il territorio nazionale

· non dare luogo al contratto proposto dalla SAO, gestore dei rifiuti e della discarica delle Crete di Orvieto

· abrogare la variante al PRG che destina il cosiddetto terzo calanco a zona industriale al solo fine di ampliare l’attuale discarica.

· che la provincia e la regione non accettino di sanare questa situazione inserendo nei loro documenti programmatori le strutture già realizzate e i progetti in corso.

Amici della Terra – Club di Orvieto

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