Servono scelte responsabili con persone in grado di sostenerle


Il dibattito politico sull’apertura di una nuova discarica ad Orvieto sta andando avanti e lunedì 27 si riprenderà la discussione nella speranza che la mozione presentata da Pier Luigi Leoni venga finalmente approvata, stabilendo così un punto di svolta nella gestione dei rifiuti.

Nell’ultimo Consiglio Comunale la discussione è stata trattata in modo superficiale e demagogico. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno introdotto un nuovo argomento: quello cioè che, in base a presunti diritti acquisiti da parte della società Sao/Acea, si renderebbe obbligatoria l’approvazione del progetto.

In particolare è stato affermato che il Piano Regolatore Generale prevedrebbe, nell’area del terzo calanco, una zona industriale che comporterebbe, in caso di diniego al progetto, la rivalsa della società nei confronti dell’amministrazione comunale per il semplice motivo che l’azienda ha già un interesse legittimo relativo alla destinazione d’uso del terreno. Alcuni consiglieri sostengono che la Sao ha acquistato una zona destinata ad impianti industriali per i rifiuti e che, se venisse approvata la mozione, la società avrebbe tutto il diritto di rivalersi sul Comune e chiedere i danni. La zona del terzo calanco non è affatto una zona industriale e ci meraviglia che informazioni inesatte siano state fornite al Consiglio Comunale e alla cittadinanza da parte di dirigenti comunali.
Tale zona rientra infatti nella categoria definita zona F dove sono ammessi unicamente interventi edilizi destinati ad attrezzature ed ad impianti di interesse generale e il parco rientrerebbe a pieno in tale zona. Nello specifico l’area del calanco è una zona F2A ove sono consentiti servizi generali come caserme, macelli, protezione civile, impianti per l’approvvigionamento idrico ecc. ecc.

Ci permettiamo di eccepire che il progetto di Sao rientri nella casistica di interesse generale dal momento che è un progetto industriale fondato su interessi privatistici.

Ci sembra grave che lo spauracchio dei danni continui ad aleggiare nel Consiglio Comunale e che non  siano state date informazioni precise.

Va riaffermato il pieno e totale diritto del Comune di decidere sugli indirizzi che riguardano il proprio territorio. Il Comune ha tutto il potere di modificare o integrare i Piani Regolatori.

Il Consiglio Comunale è sovrano sulle scelte di indirizzo e questa sovranità si ripercuote sulle decisioni della Regione, della Provincia, degli Ati.

La sala del Consiglio non è un’aula di tribunale. Non comprendiamo perché siano state abbozzate affermazioni azzardate in questo momento politico così delicato che richiederebbe invece scelte consapevoli e persone in grado di sostenerle.

Orvieto, 26 dicembre 2010

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