RISCHIO DISERBANTI

In seguito a proteste da parte di cittadini e di associazioni ambientaliste per l’uso diffuso da parte dell’Anas di diserbante a base di glyphosante sui bordi delle strade, si riporta di seguito l’interrogazione completa del senatore Francesco Ferrante sulla pericolosità dell’uso di questo diserbante per tutto l’ecosistema e la richiesta ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Salute e dell’Ambiente di vietare all’Anas l’uso dei diserbanti, usando in modo alternativo lo strumento dello sfalcio o l’uso di diserbanti ecocompatibili, a protezione della popolazione e degli addetti alle operazioni di irrorazione, a salvaguardia delle falde, sorgenti, ambienti e risorse acquatiche e a tutela della biodiversità di specie ed ecosistemi.

INTERROGAZIONE

Ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Salute e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

–        da qualche anno a questa parte l’ANAS ha cominciato a utilizzare prodotti chimici per diserbare ai bordi delle strade. Il prodotto usato è probabilmente un erbicida disseccante a base di “glyphosate”, ne esistono sul mercato numerose formulazioni commerciali, ma la più diffusa è il “Roundup” della Monsanto;

–        il “glyphosate” è particolarmente dannoso, oltre che per l’uomo e l’ambiente, anche per gli organismi acquatici: pesci, crostacei e molluschi, e dopo la dispersione la molecola rimane attiva anche diversi mesi, specie sulle superfici inerti come asfalto e cemento,

–        tale prodotto agisce in circa 20 giorni ed è facilmente riconoscibile per il caratteristico colore arancione che conferisce alla vegetazione trattata prima del suo totale disseccamento. Proteste verbali e scritte, interpellanze a comuni e province sono state presentate in quest’ultimo anno, in Toscana, Sardegna, Umbria, Marche, Lazio, Valle d’Aosta, Sicilia, oltre a svariate richieste a l’Anas di spiegare il perché di questa scelta;

–        solo come esempi esplicativi: Legambiente Marche prende posizione contro l’uso indiscriminato dei diserbanti che alcuni privati e – a quanto pare – la stessa Provincia di Ascoli stanno facendo ai lati delle strade provinciali e non solo.”Se questa pratica incivile dovesse continuare – avverte Legambiente Marche – saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti per chiedere che venga riconosciuto il danno ambientale. La provincia di Fermo, che pure aveva imboccato inizialmente questa strada, pare stia tornando ad utilizzare metodi più tradizionali”; o la vicenda che riguarda la Baschi – Todi, ma anche la statale 205, la Rupe e tantissimi quartieri colpiti dall’irrorazione selvaggia di diserbanti, a sollevare pubblicamente la questione è stata l’associazione “Altra Città” di Orvieto insieme alla Legambiente Umbria. Mentre il Circolo Legambiente di Manciano (Toscana) scriveva all’Anas nel maggio 2009;

–        l’uso di questo prodotto per impedire la crescita di erba lungo le strade è stato in più occasioni stigmatizzato dalle autorità sanitarie.

–        dello scorso anno il divieto emesso dall’assessore all’ambiente del Comune di Viterbo, indignato per l’uso massivo che l’ANAS ne aveva fatto sulla via Cassia, sull’Aurelia bis in tutti i suoi 54 chilometri e sull’Aurelia da Civitavecchia a Montalto di Castro;

–        si evidenzia anche una viva polemica che ha coinvolto la ditta che su appalto ANAS, sulla tangenziale di Siena, ne ha fatto un uso apparentemente eccessivo, in presenza di deriva ventosa, contaminando ortaggi  che inconsapevolmente sono stati consumati per diversi giorni da chi li coltivava;

–        in seguito a queste polemiche e prese di posizioni di cittadini e enti locali, riguardanti l’utilizzo dei diserbanti lungo le arterie di competenza, l’Anas ha precisato in una nota che la manutenzione del verde e la pulizia delle pertinenze lungo le strade statali viene affidata, secondo uno specifico capitolato tecnico nazionale, a ditte specializzate e abilitate che utilizzano, nelle forme e secondo le prescrizioni previste, appositi prodotti consentiti dalla normativa europea, nazionale e regionale vigente, registrati presso il Ministero della Sanità e reperibili in commercio senza la necessità di particolari autorizzazioni per l’acquisto;

–        la nota prosegue: si tratta di prodotti non pesticidi, biodegradabili, solitamente a base di glyphosate, che non lasciano residui tossici dopo la loro applicazione e vengono utilizzati in percentuali e con modalità tali da non risultare pericolosi né per l’uomo né per l’ambiente;

–        proprio la conferma da parte dell’Anas dell’utilizzo di prodotti a base di glyphosate pone un dubbio: chi controlla le percentuali e le modalità di utilizzo che renderebbero l’impiego di tali prodotti non pericoloso né per l’uomo né per l’ambiente?

–        è importante evidenziare che la pratica del diserbo, erroneamente considerata una alternativa allo sfalcio, viene proposta per il decoro delle strade pubbliche secondo un sistema irrazionale di intervenire nelle complesse problematiche ambientali senza una adeguata preparazione e obiettivi estremamente limitati. E’ bene chiarire che il diserbo dei bordi stradali, rispetto al tradizionale intervento di sfalcio, non presenta nessun vantaggio: l’aspetto dei bordi trattati è oltremodo sgradevole dal punto di vista estetico; non limita in alcun modo il numero degli interventi in quanto non elimina la necessità delle operazioni di sfalcio; arreca danni gravi alla vegetazione e provoca la scomparsa locale di numerose specie; arreca danni diretti ed indiretti alla fauna minore. coleotteri, anfibi, uccelli e mammiferi che si nutrono di insetti; rende obbligatorio l’intervento anche negli anni successivi, in quanto le fasce denudate se non più trattate vengono invase da specie vegetali annuali più vigorose ed aggressive; si acquistano attrezzature e prodotti chimici inutili, oltreché dannosi e non si investe nel miglioramento delle conoscenze, nell’adeguamento dei mezzi e delle tecniche di manutenzione delle scarpate; si causa una riduzione della complessità e della funzionalità ecosistemica sia dal punto di vista vegetale che animale; tenendo conto peraltro che in molte aree collinari le strade costituiscono gli ultimi centri di conservazione della biodiversità;

–        per tutto questo si evidenzia che la migliore forma di gestione dei bordi stradali è quella dello sfalcio, che garantisce la funzionalità e il miglior aspetto estetico dei margini stradali nel rispetto della biodiversità e della salute degli ecosistemi e delle persone.

Alla luce di quanto sopra esposto si chiede ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Salute e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di conoscere:

–        se L’Anas, in qualità di stazione appaltante, verifica periodicamente l’operato delle imprese esecutrici, al fine di rilevare eventuali usi scorretti dei prodotti in violazione dei contratti sottoscritti;

–        se non intendano immediatamente vietare all’Anas l’uso dei diserbanti, usando in modo alternativo lo strumento dello sfalcio o l’uso di diserbanti ecocompatibili, a protezione della popolazione e degli addetti alle operazioni di irrorazione, a salvaguardia delle falde, sorgenti, ambienti e risorse acquatiche e a tutela della biodiversità di specie ed ecosistemi;

Ferrante

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